Gianfranco Grilli
Copertina di Sky Fragments

Sky Fragments

Gianfranco Grilli

Etichetta
A.M. Songs & Music
Anno
2012

Note dell’autore

SKY FRAGMENTS is the natural continuous of the Dreams Fragments, minimalist music, repetitive, hypnotic digging in the depths of the unconscious in search of deeper truths irrational, sound chips that open gates deep in our minds.

Recensioni

Gianfranco Grilli “Sky Fragments”, A.M. Song & Music

Sky Fragments rispecchia il lato più minimalista e viscerale di Gianfranco Grilli, la dimensione di un profondo interiore scandagliata attraverso i linguaggi sottili della vibrazione sonora. L’opera si pone come il secondo capitolo di un concept avviato con Dreams Fragments, risolta in un’unica lunga composizione di oltre 70 minuti che vibra, fluttua, oscilla e si espande sul filo di una musica altamente contemplativa e trasognata. “Frammenti celesti” che destano fenomeni di fuga extrasensoriale estremamente lievi e catturanti, resi oltremodo ipnotici facendo leva sull’impiego dinamico della reiterazione sonora e della ripetizione mantrica che si evolve in una forma subliminale di avvolgente trasporto perpetuo.

Aldo Chimenti, Rockerilla n. 382, giugno 2012

Gianfranco Grilli “Sky Fragments”, “Memories Of The Old Days”, A.M. Song & Music

Gianfranco Grilli appartiene ad una generazione di musicisti di nicchia devoti perlopiù all’ambient e alla meditation music, attivo fin dagli anni 90, quando la gloriosa Amplexus stampò il suo cd d’esordio “Il Tempio di Karnak”. Da allora ha inciso parecchi altri titoli su quella scia senza mai negare le proprie influenze (Popol Vuh, Cluster, Tangerine Dream, Klaus Schulze, Eno, il primo Battiato) lavorando in parallelo con certa “healing music” di stampo new age. A noi interessa la sua componente più ambient/cosmica, quella contenuta in questi nuovi dischi. “Sky Fragments” viaggia su un’unica traccia di ambient eterea e ciclica in uno stile che combina Brian Eno e Steve Roach come possibili, ideali interlocutori.

Più interessante il secondo cd, dove le macchine elettroniche che Grilli sa usare con disinvoltura, catturano buoni momenti al crocevia tra la musica cosmica tedesca dei 70 e le sue varie declinazioni che dagli 80, passando per i 90, giungono fino al presente. Big Trees per esempio potrebbe essere uscito da un disco di Peter Michael Hamel degli ultimi 70 - primi 80, penso a “Colours Of Time” in particolar modo. Old Illusions And Hot Summer ricorda non poco lo “Shri Camel” di Terry Riley almeno nell’incipit, mentre Wind From The Sea sa cavalcare l’onda giusta di una kosmische musik aggiornata al qui ed ora. Bene farebbe invece Grilli a lasciar perdere certi effetti piuttosto risaputi, tipo gorgoglii d’acqua da tempietto zen (la seconda traccia, la più debole e meno interessante del lotto). Prevale l’onestà del prodotto e l’ispirazione del momento.

Gino Dal Soler, Blow Up n. 169, giugno 2012

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