
Memories of the Old Days
- Etichetta
- A.M. Songs & Music
- Anno
- 2012
Note dell’autore
MEMORIES OF THE OLD DAYS is a new CD of electronic and ambient atmospheres, melancholic and meditative landscapes focus on the past and remember the moments that never come again. Can be considered the record of the maturity of the artist is from a perspective that purely inspirational music.
Recensioni
La nostalgia è veloce come il vento, è una malattia dell’anima che non chiede di essere curata, ma coltivata, come si coltivano i sogni e le speranze. Forse è proprio questa la chiave di lettura più appropriata per accedere ai giardini incantati di Memories Of The Old Days, un ritorno ai paesaggi atavici della cosmic music che porta la firma di Gianfranco Grilli. Riconoscibili, almeno in parte, le suggestioni che, fra retaggi Popol Vuh, Cluster, Eno, Fripp e Schulze, guadagnano terreno durante l’ascolto dei 6 corposi strumentali. Ma si tratta di reminiscenze atemporali quanto il senso del sacro di cui sono imbevute, splendori elettronici carichi di fattori plastici ed euritmie piramidali che dispensano il brivido della visione astrale.
Gianfranco Grilli “Sky Fragments”, “Memories Of The Old Days”, A.M. Song & Music
Gianfranco Grilli appartiene ad una generazione di musicisti di nicchia devoti perlopiù all’ambient e alla meditation music, attivo fin dagli anni 90, quando la gloriosa Amplexus stampò il suo cd d’esordio “Il Tempio di Karnak”. Da allora ha inciso parecchi altri titoli su quella scia senza mai negare le proprie influenze (Popol Vuh, Cluster, Tangerine Dream, Klaus Schulze, Eno, il primo Battiato) lavorando in parallelo con certa “healing music” di stampo new age. A noi interessa la sua componente più ambient/cosmica, quella contenuta in questi nuovi dischi. “Sky Fragments” viaggia su un’unica traccia di ambient eterea e ciclica in uno stile che combina Brian Eno e Steve Roach come possibili, ideali interlocutori.
Più interessante il secondo cd, dove le macchine elettroniche che Grilli sa usare con disinvoltura, catturano buoni momenti al crocevia tra la musica cosmica tedesca dei 70 e le sue varie declinazioni che dagli 80, passando per i 90, giungono fino al presente. Big Trees per esempio potrebbe essere uscito da un disco di Peter Michael Hamel degli ultimi 70 - primi 80, penso a “Colours Of Time” in particolar modo. Old Illusions And Hot Summer ricorda non poco lo “Shri Camel” di Terry Riley almeno nell’incipit, mentre Wind From The Sea sa cavalcare l’onda giusta di una kosmische musik aggiornata al qui ed ora. Bene farebbe invece Grilli a lasciar perdere certi effetti piuttosto risaputi, tipo gorgoglii d’acqua da tempietto zen (la seconda traccia, la più debole e meno interessante del lotto). Prevale l’onestà del prodotto e l’ispirazione del momento.