
Dreams Fragments (Never Come True)
- Pubblicazione
- Private release
- Anno
- 2010
Note dell’autore
Musica ipnotica, ripetitiva, che scava nel profondo dell' inconscio per far emergere contenuti istintivi ed irrazionali. Patterns ripetuti all' infinito, schegge sonore che aprono varchi profondi nella nostra mente razionale proiettando ombre difficilmente distinguibili.
Recensioni
Gianfranco Grilli – The Sunset and the Silence · Gianfranco Grilli – Dreams Fragments
Probabilmente non sfigurerebbero questi due dischi di Gianfranco Grilli dentro l’immaginario di quella “hauntology” o meglio di quella “glowness” così ben raccontata dal nostro Valerio Mattioli, tanto alcuni dei suoi pezzi sembrano intrisi di memoria, ricordi, struggimenti. Ma a differenza di un Daniel Lopatin o dal più sognante Dolphins Into The Future, Grilli appartiene ad un’altra generazione. Nato nel 56, con studi di pianoforte, armonia e composizione alle spalle, il suo universo sonoro ha più parentele con vecchi nomi dell’ambient estatica, per dirne due Steve Roach e Robert Rich, ma non mancano certi riferimenti ai corrieri cosmici, Schulze, Tangerne Dream, i primi Popol Vuh. C’è però in lui una sorta di sdoppiamento, che lo conduce da una parte verso una elettronica profonda, a tratti abissale ma sempre tendenzialmente estatica, (penso a pezzi come Underground Spirits, The Ascent, The Horizion, da “The Sunset and the Silence”), dall’altra come nelle lunghe distese di “Dreams Fragments”, verso avvolgenti, ipnagogiche digressioni new age. Abissale ed etereo non sono mondiseparati per Grilli, destinati a convivere oltre l’oblio della memoria.
Assai labile è il confine tra ambient music e meditation music, tanto che le due dimensioni spesso si compenetrano come a ricalcare lo schema cosmico dello Yin e dello Yang. L'elemento fisico (orizzontale) dell'onda sonora che investe i sensi ha come contraltare l'energia metafisica (verticale) che discende da una dominante superiore e si sublima in uno stato di calma interiore inesplicabile. Non so se Gianfranco Grilli abbia considerato tale aspetto quando compose le due lunghe suites di "Dreams Fragments (Never Come True)", ma i flussi strumentali che le nutrono ne sono una dimostrazione probante, proiezioni astrali in musica che recano levità alla mente e destano percezioni sottocutanee che non si spiegano col solo ascolto, come guidate dalle voci silenti che albergano nelle spire dell'inconscio.