Il cammino delle formiche
- Catalogo
- 09/2023 Mons Avium
- Foto
- Aristide Salvalai
- Cover
- Carlo Fabbri
Recensioni
Una ricognizione filosofica sul senso dell’esistenza che si raccoglie nella magia di una musica trasognata. Una sinfonia per orizzonti a largo respiro che, nel paragonare il cammino dell’umanità con quello delle formiche, ne fa emergere virtù e miserie non senza interrogarsi sulle origini oscure e dubbie del genere umano. Dieci suite per chitarra, sintetizzatori, strumenti etnici e voci recitanti che tratteggiano le tappe di un viaggio immaginario in odore di epopea cosmica, con il suono delle corde che innerva fraseggi da brivido coniugandosi alle mutevoli forme d’onda dei generatori elettronici. Un’opera che non fatica a dispensare istanti di avvolgente trasporto.
Avevamo lasciato Gianfranco Grilli proprio una decina di anni addietro, seguendo con molto interesse le sue appassionanti uscite discografiche de tempo, ultime in formato fisico, Contributi di un artista umile e maturo che nel corso dei due passati lustri è riuscito comunque a confermarsi nome di spicco nella scena italiana ambient indipendente che però ha in seguito avuto necessità di rifugiarsi esclusivamente nel campo delle pubblicazioni in digitale, nella quali non è venuta meno la qualità che sempre lodavamo già nelle nostre recensioni.
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Questo nuovo “Il Cammino delle Formiche” segna perciò il vero ritorno al formato fisico per il compositore marchigiano, questa volta alle prese con una significativa curiosa, quanto inedita e inaspettata collaborazione. Il compagno per questo viaggio è Alessandro Carloni, chitarrista dalla grande verve sperimentale, che lascia a Grilli piena carta bianca ai sintetizzatori, accompagnandolo con la sei corde elettrica e acustica, campionamenti, voci lavorate in digitale, strumenti etnici ecc. Un connubio che non può che sposarsi al meglio, in grado di celebrare lati e caratteristiche, intrinseche e non, di entrambi gli artisti, che non si materializzerebbero altrimenti nel medesimo modo o in solitario.
L’ambient cosmica di scuola grilliana (ormai si può definirla così, visto che il musicista marchigiano visse davvero da testimone i fasti dei Tangerine Dream) sposa psichedelie pinkfloydiane, fraseggi progressive/space-rock di aggraziata tecnica, campionamenti vocali e recitazioni struggenti. Esecuzione in piena estetica world, tra danze dal sapore tradizionale (“In Volo su Aride Colline”, da brividi), nonché inserti ambient, più introspettivi e mai invadenti.
L’album è, come ogni uscita, per la Mons Avium dello stesso Grilli, già disponibile sulle piattaforme , ma c’è una limitatissima tiratura in CD e vale la pena segnalare che l’artwork del digipack è affidato a un magnifico scatto di Aristide Salvalai fotografo italiano allievo di Giacomelli alla Scuola di Senigallia. Arte che incontra arte. Tutto il resto sono solo chiacchiere.