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Il tempio di Karnak (52'16") E-mail

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Aurora-Amplexus (Italy) 1998
Limited edition 500 copies in special package




All'alba (24'46")

Al tramonto (27'30")


I siti archeologici esercitano su di me un fascino speciale. Visitando luoghi come Pompei e Cerveteri, ho sempre avuto l’impressione che qualcosa li sia ancora vivo e che nell’aria ci siano dei segnali da cogliere. Le genti che vissero in quei luoghi hanno lasciato sensazioni, umori, rancori, amori, preghiere che, malgrado il tempo, non si sono dissolti. Non ho mai visitato Karnak nè sono stato in Egitto, ma le immagini dell’antico tempio del dio Ammone mi colpiscono per la grandiosità della costruzione e per la presenza del lago sacro, le cui acque riflettono una selva di torrioni, di colonne, di obelischi e di invisibili presenze.
Ho voluto rappresentare queste sensazioni in musica con due brani che cercano di cogliere il tempio di Karnak in due momenti molto particolari della giornata: l’alba e il tramonto.
Tremila anni fa tra quelle pietre e quelle sabbie i sacerdoti hanno compiuto i loro riti, gli artigiani hanno decorato le colonne e gli architravi, la gente comune ha pregato. Si sono svolti sacrifici, invocazioni, festeggiamenti di vittorie, liturgie funerarie. Tutto ciò è passato ma, forse, qualcosa di invisibile è riuscito a sopravvivere, permeando l’atmosfera di quei luoghi di un’aura di mistero che, volendo, possiamo avvertire.

Archeological sites exert a special charm on me. Visiting places like Pompei and Cerveteri I always felt that something there still lives on, and there’re signals to catch in the air. People that lived in those places left sensations, moods, affections, prayers never faded in spite of time. I never visited Karnak, and I never was in Egypt, but the images of the ancient temple of God Amon impress me with the grandiosity of the building and the presence of the holy lake, whose waters reflect a wood of keeps, columns, obelisks and invisible presences.
I wanted to represent these feelings in music with two tracks that try to describe the temple of Karnak in two particular moments of the day: dawn and sunset.
Three thousand years ago, among these stones and sands, priests performed their rites, artists decorated columns and architraves, common people prayed. Sacrifices, invocations, celebrations and funerals took place there. All this over, but maybe something invisible survived, permeating the atmosphere of those places with an aura of mystery that we can feel if we want to.



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